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Roberto Lodolo (soprannome africano: il monsignore)

Era l’ottobre 2001 quando una sera all’ora di cena squilla il telefono: era Danilo e mi proponeva un’esperienza di volontariato in Africa, precisamente in Costa d’Avorio. Lì per lì preso alla sprovvista risposi: “Ci penso.” A essere sincero quella notte non dormii, il pensiero fisso era: “Io in Africa? Che emozione! Ad aiutare quella povera gente!”.

Un’esperienza simile mi riempiva di curiosità e di tanta emozione. Fu un’esperienza più che positiva tant’è vero che ormai sono otto gli anni che parto per aiutare questa gente che, con tanta umiltà e gratitudine, ti ringrazia con un sorriso e una stretta di mano.

 

Vedere come loro sono felici con poco mi fa rendere conto che quello che ricevi è molto di più di quello che dai, ti accorgi che davvero noi in Europa abbiamo molto di più di quello che ci necessita e spesso non sappiamo apprezzare quello che abbiamo…

Ogni anno che passa mi rendo conto inoltre che mi è difficile decidere di non partire nonostante tutti i disagi a cui vado incontro. Non ne posso fare a meno e prego e spero che il buon Dio mi dia ancora salute per poter continuare a ritornare in Africa.

Alida Marchese

Dopo la prima esperienza di Roberto, coinvolta dall’entusiasmo dei suoi racconti, decido di partire anch’io: è il 2003. Devo dire che pensavo di essere forte e pronta a tutto, ma già in aeroporto il caldo mi fa dire: “Ma chi me l’ha fatto fare! Io non sopporto questo caldo! Io qui muoio!”.

Ma quando vedi tanta sofferenza attorno a te tutto passa, il caldo non lo senti più, non è più un problema.

Purtroppo quell’anno dopo solo cinque giorni, gravi problemi familiari mi costringono a rientrare anticipatamente in Italia. Mi sono però ripromessa di ritornare e così sono tornata fra quella splendida gente per altre cinque volte. Nel 2009 per problemi di salute, con mio grande dispiacere, ho dovuto rinunciare, ma sicuramente il prossimo anno ritornerò: l’Africa, tutta la sua gente, le tradizioni, la sua allegria e la gioia di vivere, nonostante tutto, mi mancano. Vedere gli occhi di quelle persone che brillano di felicità, quegli occhi che parlano, è un’esperienza che tutti una volta nella vita dovremmo fare.